• Marco Comendulli

Chi è Paolo Pellegrini?


Paolo Pellegrini è nato a Roma nel 1964, da una famiglia colta e benestante. Ha sempre ricevuto una formazione cosmopolita ed eterogenea; frequentò una scuola inglese e si interessò molto per la storia dell’arte, il cinema e, soprattutto, la letteratura. Questa sua formazione scolastica lo portò a scegliere d’iscriversi alla Sapienza di Roma per seguire architettura come carriera universitaria, così come i genitori. Tuttavia, non finì gli studi in architettura poiché capì che quel tipo di percorso non faceva per lui e guardò verso altre possibilità come il disegno, l’attività grafica, la televisione ed infine la fotografia.

Quest’ultima si rivela come un mezzo di espressione, non solo per comunicare ciò che vede e ciò che vuole documentare, ma anche ciò che è lui e ciò che vuole essere. Infatti, egli afferma che: “la fotografia la riconosco e, in qualche modo, vengo anche riconosciuto da lei”.

Per lui la fotografia ha un compito molto importante, è un linguaggio che serve per comunicare, affermare e dichiarare. Le fotografie devono esprimere le cose che devono essere dette; succedono tante cose nel mondo e purtroppo le lingue diverse rendono più difficile la comunicazione. Ecco allora il compito della fotografia secondo Pellegrini, essa deve diventare un linguaggio universale, quel linguaggio che grazie ai segni e alla sintesi di ciò che contiene, riesce ad arrivare ad un gran numero di persone.

Pellegrini inizia questo percorso fotografico proprio nella sua città natale, inizia a ritrarre gli emarginati, i senzatetto, gli immigranti. Vuole testimoniare le condizioni di vita più difficili che molti ignorano o fingono di non vedere. Nel frattempo, per mantenersi, lavora in uno studio come assistente di una video-maker. Questo lavoretto gli permise di comprarsi una macchina e di partire, nel 1991, verso Parigi per contattare tutte le agenzie fotografiche possibili; infine Christian Caujolle, direttore dell’agenzia Vu, lo assume riconoscendo il suo enorme talento per realizzare i suoi primi reportage.

Qui venne a contatto con grandi fotografi e poco a poco s’immerse di più in questo mondo. Nel 1995 venne mandato in Uganda, per un servizio sulla piaga dell’AIDS, l’anno successivo si reca in area balcanica per un reportage incentrato sui bambini vittime di malattie e conflitti, successivamente viaggia in Romania, in Bosnia, Cambogia e altri paesi dove documenta sempre problemi politici e sociali non indifferenti. Pellegrini vuole documentare e trasmettere il dramma di quelle situazioni ed eventi attraverso le persone, attraverso le loro espressioni disperate e sofferenti.

Nel 1999 sottopone il suo portfolio a Magnum Photos e viene accettato in qualità di nominee e come membro effettivo nel 2005. Da quel momento si sente al suo posto e, con il sostegno di Magnum, continua a viaggiare da uno scenario di guerra all'altro.

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