• Marco Comendulli

Fotografia e realtà aumentata


Spesso la definizione di realtà aumentata AR (augmented realty) viene confusa con quella di realtà virtuale VR (virtual reality). Entrambe non sono tecnologie moderne. La loro versione ancestrale risale ben al 1968, mentre il loro primo impiego, anche se rudimentale è degli anni '90. Tuttavia si differiscono in modo molto sostanziale.

La realtà virtuale è un ambiente creato completamente al computer in cui il soggetto ci accede attraverso un visore specifico. E', quindi, un mondo alternativo realizzato in base alla creatività e fantasia del suo programmatore.

La AR, invece parte proprio dal principio opposto. Ha necessità della realtà circostante come base di partenza. Sucessivamente, il software, in base alla sua programmazione e specificità, utilizza questi dati circostanti per visualizzare informazioni, dati, grafiche, immagini aggiuntive che, appunto, si sovrappongono alla realtà sottostante.

La VR utilizzata da anni principalmente in campo ludico, sta sempre più trovando applicabilità per simulazioni per lo più necessarie in campo scientifico.

La AR, oltre al campo scientifico e della ricerca, trova anche utilità in campo pratico perchè permette di creare un sovra-livello informativo per molteplici ambiti.

E' già impiegata nella progettazione di veicoli e aerei, ma anche in ambiente medico o più semplicemente in certi supermercati per mostrare l'ubicazione dei prodotti desiderati.

Se la VR è diventata famosa al grande pubblico con alcuni film di fantascienza come "Il tagliaerbe", la AR lo è per il gioco dei Pokemon. Ma questi esempi hanno solo il pregio di aver permesso una maggior conoscenza di questa tecnologia e non certo di aver mostrato il loro miglior potenziale.

Per accedere al mondo virtuale è necessario un visore da indossare come una specie di casco aperto.

La AR può oggi essere consultata con un visore (più economico e semplice di quello per la VR, infatti non vi è compatibilità), ma anche grazie all'uso di smartphone, tablet e altri strumenti portatili.

Personalmente considero la VR una tecnologia troppo relegata al mondo ludico, mentre credo realmente nelle potenzialità della AR e come questa potrà cambiare la nostra percezione del reale, nei prossimi anni. Spero ovviamente in meglio.

Questa lunga premessa era necessaria per introdurre il rapporto fra AR e fotografia. Soprattutto per la fotografia a 360gradi, quella immersiva e i video a 360gradi.

Infatti questa tipologia di immagini ancora maggiormente assottiglia il confine fra video e fotografia permettendo di creare ambientazioni dinamiche ed interattive in cui il soggetto può completamente immergersi.

I tour immersivi, a 360 gradi, per esempio, sono creati con la sovrapposizione di più immagini, una tecnica simile ai time-lapse.

Da fotografo, penso navigato, che ha iniziato con il rullino e una fotocamera meccanica, quando l'esito delle foto poteva essere solo su un supporto cartaceo oppure in diapositiva (comunque fisico), penso che la realizzazione di immagini a 360 gradi rappresenti uno dei possibili scenari futuri in cui potrà evolversi, dal digitale, la fotografia.

Essa potrà quindi staccarsi definitivamente dal mondo materico per diventare parte integrante della esperienza quotidiana dell'individuo.

Ecco nuovo percorso fotografico da seguire per chi cerca nella fotografia un modo per emozionare, comunicare, o anche un business per guadagnare.

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