• Marco Comendulli

Chi è Robert Frank?


Alla veneranda età di 90 anni Robert Frank resta uno dei migliori obiettivi con i quali compiere viaggi on the road, approfittando dei diversi sguardi che hanno provato a far luce sulla vita e il contributo di questo artista schivo e solitario che ha rivoluzionato la fotografia e il cinema indipendente.

Il celebre fotografo e documentarista nato (Zurigo, 9 Novembre, 1924) e cresciuto in una famiglia svizzera di origini ebree, dopo essere emigrato in America (nel 1947) e aver viaggiato in lungo e largo come fotografo di moda per Harper Bazaar e reporter freelance, è stato incluso da Edward Steichen nella mostra “51 American Photographers”, allestita al Museum of Modern Art di New York nel 1950 e successivamente nella “The Family of Man” del 1955. L'inizio promettente di una carriera decisamente celebre, per il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale promossa dalla Fondazione Guggenheim di New York, con un piccolo aiuto di Walker Evans per presentare la domanda. Risorse che il giovane Frank usa per finanziare un viaggio di due anni in 48 stati americani (dal 1955 al 1956), mettendo a fuoco l’alienazione e la desolazione dell’American Dream in 28.000 immagini in bianco e nero. Strade, città, bar, marciapiedi e volti di persone di ogni angolo di America e ceto sociale, dalla tata afro-americana che tiene in braccio un bambino bianco nel Sud segregazionista, alle attempate signore in abiti da sera dei charity party di New York.

Il viaggio lungo la strada e i canoni della fotografia di strada, stravolti da questo osservatore silenzioso dell'altra faccia del sogno americano, costretto a fare i conti con povertà, razzismo e solitudini, amplificate da juke box e drive in, vetrine e insegne di negozi. Un viaggio trasformato in progetto editoriale con una selezione di 83 immagini, a partire dalla donna bianca alla finestra nascosta dietro una bandiera. 83 immagini per le pagine di Les Américains, pubblicato a Parigi da Robert Delpire nel 1958, seguito da The Americans, pubblicato negli Stati Uniti da Grove Press.

Il libro di fotografia più influente degli ultimi cinquant'anni, riedito da Contrasto a 50 anni dalla prima pubblicazione, con l'introduzione dello scrittore Jack Kerouac, già presente in quella originale americana. Lo stesso Kerouac con il quale il fotografo ha stretto una salda amicizia e diverse collaborazioni, venendo a contatto con gli esponenti della Beat Generation.

On the road con le Polaroid di Robert Frank

Tornando on the road per le strade d’America messe a fuoco da Robert Frank, con le polaroid graffiate, sfocate sbilenche, quanto sa esserlo il tessuto del reale dal quale emergono. Un graffiante pioniere della fotografia e del cinema indipendente, celebrato da mostre e musei, al quale università come Yale hanno anche cercato di attribuire lauree honoris causa, mentre successi di varia natura non sono riusciti a cambiare lo sguardo intenso e malinconico o indebolire la sua verve.

Mentre gli americani cambiano presidente e Robert Frank compie 92 anni (9 novembre), in concomitanza all’uscita al cinema e in DVD di «Don’t blink» (in anteprima italiana durante Lo schermo dell'arte Film Festival IX edizione), The Americans arriva per la prima volta in mostra a Milano, con la versione originale della serie completa realizzata da Robert Frank. Una delle due sole esistenti al mondo.

Sarà il Forma Meravigli ad ospitare le 83 fotografie vintage del grande progetto degli anni ’50, insieme a documenti e pubblicazioni del progetto degli ultimi 60 anni, con l’introduzione storica di Jack Kerouac, tradotta per la prima volta in italiano.

"Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa. È questo che ha catturato Robert Frank nelle formidabili foto scattate durante il lungo viaggio attraverso qualcosa come quarantotto stati su una vecchia macchina di seconda mano".

Jack Kerouac

(liberamente tratto da ClickBlog.it)

La poesia americana di Robert Frank

(tratto dall'Internazionale)

“Chi non ama queste immagini, non ama la poesia, capito? Se non ami la poesia va’ a casa e guarda la tv con i cowboy col cappello da cowboy e i poveri cavalli gentili che li sopportano”, scrisse Jack Kerouac a proposito di The americans di Robert Frank, alla fine degli anni cinquanta.

Il libro The americans fu pubblicato per la prima volta dall’editore francese Robert Delpire nel 1958. Furono scelte 83 foto in bianco e nero, e cambiarono per sempre il senso e il ruolo della fotografia. Pubblicato negli Stati Uniti un anno dopo, resta il libro di fotografia più influente del ventesimo secolo, che ha sfidato tutte le regole formali conosciute fino a quel momento: Frank cambiava spesso le lenti della sua macchina fotografica, usava la profondità di campo in maniera insolita e i suoi soggetti non sempre erano fermi.

“Era un lavoro sconvolgente perché mostrava le cose com’erano”, spiega il giornalista Sean O’Hagan sul Guardian. Il ritratto di un territorio e dei suoi abitanti che molti americani non potevano o non volevano vedere: un paese triste, difficile, diviso, più malinconico che eroico, sostiene Nicholas Dawidoff sul New York Times Magazine. E aggiunge che le immagini di Frank hanno mostrato “cosa significa essere poveri o ricchi, innamorati o soli, giovani o anziani, bianchi o neri, lavorare troppo o dormire in un parco, fare politica o pregare”.

Per chi desidera maggiori informazioni:

- Wikipedia LINK

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- Mostra, Galleria Forma Meravigli, Milano LINK


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